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Abilità Motorie

Abilità Motorie: definizione e classificazione

Aprile 17, 2020 0

Oggi L’Acido Lattico descrive cosa sono le abilità motorie.

Molto spesso nell’ambito sportivo i termini abilità e capacità motorie vengono usati in modo interscambiabile. Però in realtà le abilità e le capacità motorie sono due cose diverse.

In questo articolo analizzo le abilità motorie, ma ti consiglio di leggere anche quello sulle capacità motorie per avere un quadro più chiaro e globale.

L’IMPORTANZA DI CONOSCERE LE ABILITA’ MOTORIE E LE CAPACITA’ MOTORIE

Ho citato le abilità e le capacità motorie parlando del carico fisico e motorio. Più precisamente analizzando i fattori che contribuiscono con allo sviluppo del carico motorio nelle fascie d’età giovanili. Perchè, durante il periodo dell’adolescenza, ma anche antecedente a questo, ci troviamo nelle cosidette fascie sensibili. Ovvero quei momenti della nostra vita dove è più istintivo, più facile, apprendere nuove abilità o migliorare alcune capacità.

Quindi un allenatore deve conoscere bene quali sono le fasi sensibili e come allenare ogni abilità o capacità. Così facendo potrà portare un bambino ad avere un bagaglio di schemi fisico-motori, che potrà sfruttare al meglio quando dovrà specializzarsi in una disciplina sportiva.

DEFINIZIONE

Le abilità sono tutte le azioni che un individuo ha appreso attraverso l’allenamento di un determinato gesto; non sono determinate in modo genetico. Le abilità motorie fanno parte di qualsiasi azione che l’uomo compie durante la sua vita.

Come facciamo a capire se una persona è abile o non è abile?

Viene definita abile una persona che ha queste tre caratteristiche:

  • Massima sicurezza di raggiungere l’obiettivo;
  • Minimo dispendio di energia;
  • Tempo minimo di movimento.

Per quanto riguarda la massima sicurezza di raggiungere l’obiettivo c’è ben poco da dire. Se non raggiungiamo l’obiettivo difficilmente potremmo venir definiti abili.

Il minimo dispendio di energia è un punto fondamentale in alcune discipline. Infatti, in specialità come la Maratona o il Triathlon su lunga distanza, questa caratteristica è strettamente collegata con la quella precedente. Significa che il corpo usa solo la quantità minima di energia necessaria a compiere il gesto tecnico richiesto per la prestazione. Qualsiasi movimento superfluo viene eliminato.

Per approfondire ti consiglio di leggere:

Il tempo minimo di movimento può essere molto importante per alcuni sport e un problema per altri. Ad esempio, per i nuotatori, i velocisti ecc… è un aspetto collegato al buon esito della prestazione. Se invece pensiamo alle discipline musicali dove bisogna stare a tempo con la traccia di fondo e coordinati con i propri compagni, eseguire una prestazione con il minimo tempo di movimento sarebbe un problema. Lo stesso accade con le discipline dove l’aspetto cognitivo è maggiore rispetto all’impegni fisico (come il golf), dove la presa di decisione di quale colpo eseguire è più importante del tempo di esecuzione.

CLASSIFICAZIONE delle ABILITA’ MOTORIE

Le abilità motorie possono essere classificate in base a molti criteri, come:

  • Relazione con l’ambiente;
  • Carico cognitivo;
  • Forma;
  • Impegno dei gruppi muscolari;
  • Tipo di movimento.

RELAZIONE CON L’AMBIENTE

In questo tipo di classificazione le abilità motorie si dividono in:

  • Open skills –> dove troviamo un ambiente imprevedibile, variabile. Questo può essere dato dall’ambiente fisico che ci circonda o dall’avversario. Ad esempio in una partita di tennis o cavalcare un’onda con la tavola da surf.
  • Closed skills –> l’ambiente è prevedibile, non muta, come durante un esercizio di ginnastica ritmica o artistica.
  • Miste –> in questo caso l’ambiente è semi prevedibile. Come quando guidiamo una macchina.

CARICO COGNITIVO

Come già accennato prima ci sono discipline che hanno bisogno di abilità cognitive più elevate rispetto a quelle motorie.

  • Abilità cognitive –> giocare a scacchi: in questo caso l’impegno fisico è decisamente minore rispetto a quello cognitivo.
  • Abilità motorie –> sollevamento pesi: l’impegno motorio è maggiore rispetto a quello cognitivo.

FORMA

Per quanto riguarda la forma, dividiamo le abilità motorie in:

  • Discrete –> è un’azione breve con inizio e fine ben definiti (lanciare una freccetta);
  • Seriale –> sono azioni discrete connesse tra di loro (esercizio di ginnastica);
  • Continue –> si riferisce ad azioni cicliche, continue, dove l’inizio e la fine non sono ben definiti (nuotare, pattinare).

IMPEGNO DI GRUPPI MUSCOLARI

In questo caso la classificazione è molto semplice, ovvero si dividono in attività che impiegano grandi gruppi muscolari o piccoli gruppi muscolari.

TIPO DI MOVIMENTO

Si dividono in:

  • Locomotorie: tutte le attività che implicano lo spostamento del corpo (saltare, camminare, correre ecc…)
  • Non locomotorie –> si riferisce all’atteggiamento e alla postura;
  • Manipolative –> quando l’attività implica la manipolazione di oggetti come nel caso del lancio del disco o del martello ecc… 

CONCLUSIONE

In conclusione, abbiamo capito che le abilità motorie non sono determinare geneticamente, ma sono apprese dall’individuo con la ripetizione e l’allenamento. Sono dirette al raggiungimento di un obiettivo, sono volontarie e richiedono un movimento. Un soggetto abile è un soggetto che raggiunge l’obiettivo che si era prefissato con il minor dispendio di energia e nel minor tempo di movimento. Quest’ultimo punto è da prendere in considerazione solo nelle attività dove è richiesto e non rappresenta un problema.

Federico Baudino.


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