Mo Farah che corre in pista.

Economia di corsa: fattori fisiologici che la influenzano.

Febbraio 2, 2019 0

Oggi L’Acido Lattico vuole parlarvi di quali sono i fattori fisiologici che influenzano l’economia di corsa.

Il primo articolo dove parlo di uno studio che ci spiega cos’è l’economia di corsa (Running Economy -RE) e con quali fattori e in che proporzione interagisce per ottenere la massima prestazione possibile, è molto importante. Te lo linko qui nel caso in cui te lo fossi perso.

Lo scopo di questo studio è quello di spiegare quali sono gli aspetti fisiologici che influenzano l’economia di corsa.

Un riassunto delle scoperte di 4 studi ha mostrato che il coefficiente di variazione nell’economia di corsa, calcolato in un range di velocità tra il 2,83 – 4,47 m/s (ovvero tra 10,1 – 16 km/h circa), era tra 1 – 4 %. Questo prendendo in esame atleti moderatamente e ben allenati. I test sono stati effettuati condizioni stabili per ogni giorno. Si intende: ora del giorno, attività di allenamento, scarpe, tempo di adattamento sul tapis roulant.

 

Temperatura del corpo.

Alcuni studi hanno trovato una correlazione positiva tra la temperatura del corpo e il VO2 durante un esercizio prolungato a carico costante, ma in condizioni climatiche molto calde. È stato ipotizzato che questo innalzamento della temperatura fosse collegato con il flusso sanguigno per garantire la circolazione nelle regioni periferiche (lontane dal centro del corpo), la sudorazione e una diminuzione dell’efficienza della fosforilazione ossidativa (processo che avviene nei mitocondri e permette di produrre ATP – leggi: La contrazione muscolare e Sai quali sistemi energetici usi durante l’allenamento per un approfondimento).

 

Fattori cardiopolmonari e periferici.

Frequenza cardiaca e ventilazione.

Le variazioni interne di ogni individuo nell’economia di corsa sono state collegate con differenze quali: frequenza cardiaca e ventilazione. Essi sono due fattori fisiologici che forniscono ossigeno ai muscoli attivi durante l’esercizio. Infatti, Pate ed altri, hanno dimostrato su oltre 167 corridori di lunga distanza che una migliore RE era associata con una bassa FC e ventilazione. Essi notarono che l’allenamento porta a un abbassamento della FC e la ventilazione produrrebbe un calo del VO2 in tutto il corpo.

Fibre muscolari.

Siccome, l’ossigeno è utilizzato a livello muscolare per produrre energia, uno dei fattori di variazione della RE intrinseci di ogni individuo può essere collegato con le differenze nelle fibre muscolari. Bosco ed altri, osservarono, in 17 atleti, una relazione significativa tra la percentuale di fibre veloci (leggi: classificazione delle fibre muscolari, per un approfondimento) e l’ossigeno usato per unità di distanza percorsa durante una corsa ad intensità sub-massimale. Per spiegare questo risultato alcuni studiosi ipotizzarono che le fibre lente potessero immagazzinare ed utilizzare meglio l’energia elastica senza usare la contrazione muscolare. Quindi questo ridurrebbe l’utilizzo del processo di fosforilazione ossidativa. Però, purtroppo, non si può dare per certa questa spiegazione per la mancanza della misurazione dell’energia elastica durante l’esperimento.

Ancora uno studio condotto da Bosco riportò una significativa associazione tra la domanda aerobica durante la corsa e il rapporto di efficienza del lavoro muscolare svolto durante un esercizio di salto in due condizioni: pre-allungamento e nessun allungamento. Tutto ciò pensando che il comportamento elastico dei muscoli durante il salto potesse avere delle applicazioni nella corsa.

Genere.

Per quanto riguarda il genere la risposta è abbastanza ignota. Alcuni studi hanno dimostrato che non ci sono differenze di genere nella RE, mentre altri hanno dimostrato che i maschi sono più economici nel gesto. Gli uomini sarebbero più economici per chilogrammo di peso corporeo o massa magra rispetto alle donne.

È difficile trovare atleti uomini e donne che siano confrontabili per dati come: VO2max, background di allenamento, e prestazione nella corsa. Questo ha sicuramente contribuito ad aumentare questa mancanza di risposte riguardo alla domanda precedentemente posta.

Fatte queste premesse, alcuni ricerche hanno visualizzato e studiato alcuni fattori. Il primo riguarda la differente tecnica di corsa delle donne. Queste sono solite avere una traslazione in verticale del corpo più grande rispetto agli uomini. Ovviamente questo richiede una maggiore domanda aerobica.

Un altro fattore è quello della percentuale di massa grassa (%FM). Infatti, il 32 – 44% della variazione della RE è collegata con le differenze nei generi per la percentuale di grasso corporeo.

 

Condizioni ambientali.

Resistenza dell’aria e del vento.

A una velocità di corsa da bassa a moderata, tra 8 – 17 km/h, non sono state rilevate differenze nell’economia di corsa tra correre fuori e sul tapis roulant.

Invece, è stato visto che correre a una velocità più elevata, 16 e 19,3 km/h, porta a delle differenze. Infatti, la corsa eseguita all’esterno in condizioni di aria calma aumenta la richiesta aerobica del 7,1% comparata con quella richiesta sul tapis roulant. Un fattore interessante per i corridori è quello della scia. Infatti, stando in scia dietro ad un altro corridore si risparmiano molte energie. I ricercatori hanno dimostrato che: se si è ad una distanza di 1 metro l’energia risparmiata è circa il 6%, mentre a 2 metri è circa la metà.

Altitudine.

Alcune, ma poche, ricerche indicano che il VO2 richiesto sia più basso al livello del mare. Questo è stato visto studiando dei vogatori e dei corridori sul tapis roulant al livello del mare. Purtroppo, però, non ci sono ricerche sufficienti e abbastanza approfondite per avere dati sensibili e affidabili su questo tema.

 

 Considerazioni sull’allenamento e la prestazione.

Fatica.

I cambiamenti nella RE si sono verificati a seguito di allenamenti intensi e corse su lunga distanza sia in atleti elite che negli amatori. Mentre altri ricercatori hanno evidenziato un peggioramento nella RE come conseguenza alle competizioni di corsa su distanze lunghe o corsa in discesa (- 10% di pendenza) ad un’intensità bassa (circa il 48% del VO2max).

Allenamento.

Diverse metodologie di allenamento e il loro tempo di impiego possono produrre diversi risultati sulla RE. Infatti, nelle due tabelle sottostanti possiamo vedere come le due principali differenze tra gli studi citati sono: la lunghezza del periodo di intervento, e le metodologie di allenamento utilizzate.

Sommario degli studi che hanno riportato un miglioramento (tabella 3), nessun risultato significativo o peggioramento dell'economia di corsa (tabella 2) con l'allenamento.

Sommario degli studi, analizzati da questo articolo, che hanno riportato un miglioramento (tabella 3), nessun risultato significativo o peggioramento dell’economia di corsa (tabella 2) in seguito all’allenamento. Nella tabella vengono riportati i numeri delle referenze che potrete trovare all’interno dell’articolo linkato nella bibliografia di questo articolo.

 

Gli studi dove si è registrato un netto decremento nel VO2 sono quelli che hanno utilizzato più metodologie di allenamento e un periodo di intervento molto lungo. Quest’ultima andava da 14 settimane a 5 anni. Mentre gli allenamenti comprendevano:

  • corsa su lunga distanza;
  • corsa su media distanza;
  • allenamento intervallato;
  • corse alla soglia lattacida;
  • corse in montagna.

Relazione tra RE e  VO2.

Molti ricercatori hanno studiato a lungo la relazione tra il VO2 richiesto durante la corsa e la RE, ma la risposta non è ben nota. Molti studi hanno cercato di provare questa relazione comparando atleti elite con atleti amatori, oppure tra elite e la categoria appena precedente (“sub-elite”). Alcuni studiosi hanno dimostrato una peggiore RE negli amatori e nei sub-elite, mentre altri non registrarono differenze. Altro dato importante è stato visto mettendo a confronto maratoneti professionisti con sprinter o corridori che competono su distanze medie. I maratoneti hanno dimostrato una migliore RE in alcuni casi, ma alle volte anche equivalente o peggiore rispetto agli altri corridori specialisti in distanze minori.

Questo potrebbe dire che l’allenamento induce minimi cambiamenti nell’economia di corsa. Quindi potrebbe essere una caratteristica anatomica o genetica di alcuni atleti.

Un altro studio ha visto come i maratoneti sono soliti avere un’economia di corsa maggiore degli sprinter a velocità più basse. Mentre quest’ultimi avrebbero una maggiore RE rispetto ai maratoneti alle velocità più elevate.

Detraining e Overtraining.

Kuipers e Keizer hanno suggerito che un errato bilanciamento tra carico e recupero, risultante in uno stato di overtraining, possa portare ad un aumento della domanda aerobica. Questo dovuto ad un eccessivo reclutamento o alla stimolazione delle unità motorie. Alcuni ricercatori hanno studiato cosa comportasse la riduzione nel breve periodo del carico di allenamento. Uno di questi studi ha dimostrato che si verifica un cambiamento nella RE dopo una riduzione di circa 10 giorni.

Conclusioni.

Questo articolo è stato condotto nel 1992. Già in quegli anni ci fu un grande incremento nell’interesse verso questo tema. Come avrete già capito, questo accadde perché è un argomento fondamentale se l’obiettivo è quello di migliorare la performance dei nostri atleti. Purtroppo però, i ricercatori non risposero a numerose domande, per colpa della mancanza di conoscenza di quel periodo. Infatti nonostante l’aumento di interesse verso l’economia di corsa erano presenti troppe mancanze a livello fisiologico.

I ricercatori conclusero che: condizioni standard per i test e un vasta gamma di strumenti per la ricerca necessitavano di miglioramenti. Tutto ciò per ottenere validi dati dai test che potessero spiegare le differenze di RE in diversi gruppi o il cambiamento dell’economia di corsa risultante dalla manipolazione sperimentale.

Bibliografia

 

Si chiude qui una piccola parte che ci spiega cos’è l’economia di corsa e quali fattori fisiologici la influenzano maggiormente. Nei prossimi articoli andremo ad analizzare la parte più interessante: come possiamo migliorare la nostra economia di corsa con l’allenamento in palestra?!

 

Stay Tuned!

Federico.


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