Economia di corsa.

Economia di corsa e la sua Influenza sulla Performance.

Gennaio 14, 2019 0

Oggi L’Acido Lattico vuole parlarvi dell’economia di corsa. Comunemente conosciuta anche come Running Economy.

Premessa.

Questo articolo è il primo di una serie che ho voluto dedicare all’economia di corsa. Questo perché è un fattore molto importante ai fini della prestazione. Oltretutto, studi più recenti hanno dimostrato come essa possa essere migliorata attraverso l’allenamento in palestra. Questo metodo di allenamento sta avendo sempre più considerazione durante il corso degli anni. Soprattutto quando si pensa alla preparazione invernale; sia per il settore giovanile che per i professionisti, ma anche per gli amatori.

Quindi nelle prossime settimane usciranno altri articoli che chiariranno ancora meglio cos’è la RE e quali sono i fattori che la influenzano in positivo e in negativo. Successivamente riporterò alcuni studi eseguiti con l’obiettivo di migliorare la RE attraverso metodologie di allenamento non alternative alla corsa, ma complementari ad essa.

Lo Studio.

Il titolo dello studio preso in esame è: Modeling: optimal marathon performance on the basis of physiological factors.

Da molto tempo i fisiologi sono interessati a modellare le prestazioni umane in diversi eventi di podismo. Una svolta è avvenuta nel momento in cui si è capito che non è possibile mantenere il proprio valore di VO2max per un tempo superiore a 5 – 10 min. Questa scoperta è supportata da altri test che hanno dimostrato che, anche, la concentrazione di lattato nel sangue ad una intensità pari alla soglia anaerobica e la running economy (RE – economia di corsa) sono dei forti predittori della performance. Questo studio condotto da Joyner, Michael J. si è posto l’obiettivo di esaminare come queste variabili interagiscono insieme come determinanti della performance nella disciplina regina della corsa: la maratona.

Il VO2max stabilisce il limite superiore del metabolismo aerobico, mentre la concentrazione del lattato alla soglia anaerobica è collegato con il VO2max che può essere sostenuto durante una competizione per 2 – 3 ore. La running economy interagisce con questi due fattori determinando la velocità alla soglia anaerobica. Quest’ultima è la velocità uguale, o leggermente inferiore, che può essere sostenuta da un corridore durante una maratona.

Sulla base di queste informazioni, gli studiosi sopra citati, hanno elaborato una formula per la stima della massima performance.

Ovvero:

 

Velocità nella maratona = VO2max * VO2max alla soglia anerobica * RE

 

Naturalmente per arrivare a determinate conclusioni gli studiosi hanno dovuto registrare una serie di dati dagli atleti. Una differenza di altri studi, gli autori non hanno registrato di persona i dati che hanno utilizzato. Bensì da altre ricerche.

 

VO2max.

Il dato sul VO2max fu estrapolato dallo studio di Pollock, su 19 corridori elite. I valori sono abbastanza impressionanti: da 71.3 a 84.4 ml/kg/min; con una media di 76,9 ml/kg/min. Sulla base di questi dati sono state prese 3 variabili: bassa, media e alta. Questo vuol dire che per stimare la velocità alla soglia anaerobica hanno usato come valore basso 70, valore medio 77 e valore alto 84 ml/kg/min. Il valore più alto e quello più basso sono anche stati scelti in base ad altri parametri. Infatti, in letteratura è già stato registrato un VO2max più alto di 84 ml/kg/min, ma in casi rari. Il valore più basso è stato selezionato perché il record mondiale della maratona ai tempi di questo studio (1991) era stato registrato con un VO2max di circa 70 ml/kg/min.

Leggi anche: test del VO2max sul cicloergometro se vuoi sapere come questo dato venga registrato. Mentre se vuoi sapere come stimare il tuo VO2max in modo facile e veloce, ma soprattutto a costo zero, leggi: test dei 7 minuti.

(PS. Ad oggi con un VO2max di 70, ci si toglie davvero poche soddisfazioni a livello professionistico).

 

Soglia Anaerobica.

I dati di questo parametri furono presi da molti studi.

Molti runners durante una maratona mantengono una velocità che permette una concentrazione di lattato nel sangue tra 2 – 3 mmol/dl (dl = decilitro). Ma dobbiamo sempre tenere conto che un professionista è in grado di correre una maratona ad un’intensità pari al 85% del VO2max. In letteratura è stato anche riportato che alcuni corridori furono in grado di sostenere un’intensità pari al 90% del VO2max.

Il VO2max alla soglia anaerobica, cioè il valore di VO2max sostenibile teoricamente in una maratona, fu calcolato moltiplicando la percentuale del VO2max alla soglia anaerobica per il VO2max.

Economia di corsa – RE.

Furono stabilite tre linee diverse create dall’interazione dei fattori: velocità di corsa e VO2.

I dati presi in considerazione furono acquisiti dallo studio di Conley e Krahenbuhl. I dati dei due soggetti con una migliore economia di corsa furono usati per creare un’equazione di regressione lineare tra la velocità di corsa e il VO2. La stessa cosa fu usata anche con i due soggetti con la più “scarsa” economia di corsa. In questo modo gli studiosi ebbero un’equazione di regressione lineare media usando i valori medi dei 12 atleti esaminati da Conley e Krahenbuhl.

Economia di corsa.

Regressione lineare.

 

Questo passaggio ha permesso di poter stimare la RE alla massima velocità. Stimare la RE economy alla massima velocità significa poter utilizzare questo grafico per velocità superiori a quelle usate dallo studio precedentemente citato, ovvero 17,7 km/h. Attualmente il record di velocità nella maratona si aggira intorno ai 20 km/h. Potete capire come circa 2,5 km/h di differenza nella velocità rappresenti un completo stravolgimento a livello biomeccanico, energetico e fisiologico. Conley, però, registrò i dati attraverso un test sul tapis roulant in un tempo compreso tra 5 – 10 minuti. Quindi ci sono altri fattori come la resistenza dell’aria, l’aumento del VO2 che si verificano con l’allenamento prolungato, i quali non sono stati considerati.

Come è stata calcolata la velocità di corsa?

La velocità di corsa alla soglia anaerobica per ognuno dei tre valori di Re fu stimata usando la percentuale di VO2max alla soglia anaerobica e le tre equazioni di regressione lineare. Queste stime di velocità di corsa e tempo furono calibrate in base alla mancanza o aggiunta di alcune condizioni presenti nelle gare e non nei test. Ad esempio, l’attrito dell’aria e l’aumento del VO2. Tutto ciò portò alla selezione di 27 velocità divise secondo nei tre livelli citati sopra: basso, medio e alto. Come si vede dalla tabella 2, sotto ogni velocità è stato calcolato il tempo ipotetico di corsa della maratona. Questo sempre pensando a delle condizioni ideali durante e intrinseche alla gara.

Il record attuale, quindi alla data 6 gennaio 2019, è 2:01:39 firmato da Eliud Kipchoge a Berlino il 16 settembre 2018.

Economia di corsa.

Stima della velocità di corsa nella maratona e del tempo finale basata sul VO2 alla soglia anaerobica e all’economia di corsa.

Interpretazioni.

Possono essere fatte due interpretazioni su questo studio.

Primo, qualcuno potrebbe sostenere che miglioramenti sostanziali nel record della maratona sono fisiologicamente possibili in questo momento. Secondo, il gap tra il record attuale della maratona (quello alla data dello studio, 2:06:50) e quelli predetti nella tabella delle velocità suggeriscono che:  i fattori in aggiunta a quelli considerati in questo studio limitano la performance degli atleti elite oppure che la lineare estrapolazione dei dati registrati alla velocità più lenta negli atleti meno dotati può essere discussa.

 

Limiti potenziali di questo modello.

Genetica.

Poche informazioni sono disponibili riguardo a quali fattori genetici sono necessari per arrivare ad avere i fattori fisiologici, descritti fin qui, così alti per correre alle velocità riportate nella tabella 2. Sebbene si sia da sempre attribuita una grande parte del successo a fattori genetici, non ci sono informazioni riguardo la frequenza delle caratteristiche che, combinate con un intenso e prolungato allenamento, predispongono l’atleta al successo.

È possibile che i valori aspettati per più di una variabile si escludano a vicenda?

Vengono in mente due strade:

  • Il maratoneta potrebbe fallire nell’intento di correre la maratona sotto le due ore per l’inabilità di incrementare il consumo di grassi a discapito di quello del glicogeno oppure l’acidità che si crea all’interno delle cellule durante uno sforzo così intenso prolungato nel tempo;
  • Un valore così alto del VO2max sia incompatibile con una buona economia di corsa o un valore di soglia anaerobica.

In letteratura ha riportato altre volte dei valori di VO2max più elevati. Gli atleti specialisti nelle discipline tra 1.500 – 10.000 metri hanno i valori più elevati. Quindi con le informazioni che abbiamo a disposizione non è possibile rispondere alla domanda posta in precedenza.

Al tempo di questo articolo la RE non era ancora stata studiata in maniera molto approfondita.

Il ragionamento e l’assunto che sta dietro l’equazione usata per calcolare la velocità alla soglia anaerobica e la figura 1 è: la RE continua ad aumentare in modo lineare fino alla velocità maggiore di 17,7 km/h. Questo è un assunto debole per la mancanza di una registrazione sistemica di dati su larga scala alla velocità compresa tra 18 – 22,5 km/h.

Quindi è necessaria una sistematica registrazione di dati a velocità più elevate in atleti elite.

 

 

Bibliografia.

 

Nel prossimo articolo analizzerò quali sono i fattori che influenzano la RE in maniera positiva e negativa.

Scrivimi nei commenti qualsiasi curiosità o perplessità. Questo blog cresce insieme a voi!

Federico.


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