Un imbucato per Flavio Tranquillo – L’Acido Lattico

dicembre 21, 2017 0

E’ un’allucinazione?

E’ successo così, in un giorno a caso, ad un orario a caso e tu conciato completamente a caso come dopo ogni allenamento!

Ieri ho finito di allenarmi in piscina alle 21, programma da 3000 mt studiato da me e per questo portarlo a termine è stato difficile e bellissimo (effetto placebo a bomba).

Mentre finivo di mettermi le scarpe, la sciarpa, il cappello e la giacca da sci per non morire assiderato, sento urlare nella palestra di fianco allo spogliatoio: “Ecco a voi Flaaaaavio Tranquilloooo”.

Inizio a ridacchiare e penso, ma pensa te chi è il pirla che si permette di fare un’imitazione di uno dei migliori giornalisti italiani di sport che esistano?

E di nuovo: “Un grande applauso per Flavio Tranquillo!”

E se invece…

Faccio finta di nulla ed esco dalla piscina, ma quando mi trovo davanti alla porta della palestra mi sale il dubbio…metti caso che è davvero il VERO Sig. Tranquillo? Quello capace di farti alzare alle 4 del mattino per le Finals NBA, nonostante tu di Basket non capisca una mazza, ma lui è stato capace di farti innamorare anche di questo bellissimo sport.

Puoi mai perdere questa occasione? Così prendo le scale che portano nella zona spettatori e da una porticina che da sulla balconata della palestra lo vedo. È lui, il mitico. Con due microfoni in mano alla Samuel dei Subsonica, davanti a un bel po’ di gente che parla. E quando parla lui, altro che il papa dal suo balconcino!

Sono stato ad ascoltare il suo intero discorso da quella porta aperta solo di 20 cm, per non farmi vedere da tutta la platea, anche se penso che comunque si sono accorti di me.

Non starò qui a cercare di sintetizzarvi il suo “Show” perché sarebbe IMPOSSIBILE anche solo cercare di trasmettervi quello che lui ieri sera è riuscito a trasmettermi.

La motivazione

La platea, composta dalle squadre giovanili, con tanto di genitori, fino alla Serie C (credo) pendeva dalle sue labbra. Flavio (scusami per questo eccesso di confidenza) ha cercato di trasmettere loro la possibilità che lo sport ti può dare. Soprattutto tutto quello che TU devi dare allo sport per far sì che l’IMpossibile diventi POSSIBILE. E lo ha fatto raccontando una storia di sport, non di Basket come siamo soliti sentirlo, ma di Atletica leggera, la storia di Pietro Mennea. Una storia di determinazione, ossessione, dedizione, visione e coraggio che forse si possono sintetizzare nella parola: pazzia. Una storia che dovrebbe essere raccontata ad ogni ragazzo o ragazza che dice di voler fare lo sportivo, di voler giocarsi un’Olimpiade, di voler vincere un mondiale. Forse solo in questi momenti ti rendi conto di quanto tu stia egoisticamente chiedendo a questa “cosa” chiamata Sport molto di più di quanto in realtà tu Le stia dando.

Non dobbiamo paragonare noi stessi a Mennea, ma trovare la nostra dimensione, la nostra personalità. E a modo nostro dare TUTTO quello che abbiamo allo sport se vogliamo realizzare TUTTO quello che stiamo sognando!

Non poteva mancare la foto di rito a fine serata, cosa che non sono solito fare, ma questa volta era d’obbligo.

Io: Scusi, posso chiederle una foto?

Tranquillo: Certo!

Io: Solo che dobbiamo farci un selfie perché sono uno STRA-imbucato e non conosco nessuno!

(Tranquillo ride)

Ci facciamo il selfie, gli stringo la mano e penso: avrò di nuovo la faccia più ridicola del mondo per le prossime 24 ore!

 


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