La Prima Mezza Maratona Da Allenatore Non Si Scorda Mai!

marzo 28, 2018 0
Non sono qui per parlarvi della mia prima mezza maratona ma bensì della mia prima mezza maratona da allenatore o, che dir si voglia, da coach (fa sempre figo l’inglese)!

 

LA MIA PRIMA MEZZA MARATONA…DA ALLENATORE

Tutto è iniziato con una frase pronunciata circa 2 mesi fa: “Oh fede ma alla fine la corro o no sta mezza maratona?!” Rimasi un po’ di stucco quando il mio housemate (coinquilino) Giacomo mi disse questo. Avevo provato qualche settimana prima a convincerlo ma non pensavo di essere riuscito a inculcargli un minimo questa idea in testa.
Così acciuffai l’occasione e risposi: “Boh Jack, me lo devi dire tu se la vuoi correre o no. Io non ho più insistito perché non volevo romperti le … ma sarebbe una figata!”
Jack: “Eh no ma devi rompermi se no non le faccio ste cose!”
 
Così ebbe inizio! Per la prima volta ho studiato un programma per una persona e l’ho portata al raggiungimento del suo o, per meglio dire, nostro obiettivo!
 
Quasi due mesi di allenamento. Premetto che Jack non è e non era un ragazzo in sovrappeso, sedentario, fumatore e amante del junk food, per questo il mio compito è stato semplificato. Lui è un calciatore…lo so lo so ma non vi preoccupate piano piano lo sto convertendo, anche se lui ancora non lo sa!
 
In questi mesi abbiamo programmato ogni seduta con molta attenzione e con altrettanta attenzione le abbiamo modificate con l’andare dei giorni. Perché non è facile programmare gli allenamenti per una mezza maratona (soprattutto quando è la prima) e incastrarli con la stagione calcistica, ma soprattutto non è facile allenarsi in Inghilterra dove tra pioggia e un freddo insensato che molte volte non ti lasciano via d’uscita se non il tapis roulant!
 
Alla fine questi mesi sono volati e silenzioso è arrivato il nostro giorno. Domenica 25 Marzo – Liverpool Half Marathon.

HERE WE ARE!

 
Sabato sera puntiamo la sveglia alle 3:30 del mattino perché il pullman parte alle 5:20 e ci mettiamo 30 min a piedi per arrivare alla fermata.
 
Ah, per chi non se ne fosse accorto, era anche il giorno del cambio dell’ora. Morale avremo dormito 3 ore, ma a fare colazione/spuntino notturno eravamo belli svegli e carichi.
 
Prendiamo il pullman e alle 7:10 scendiamo a Liverpool in una giornata così soleggiata che sembrava un sogno. Dopo 7 mesi in UK il sole è qualcosa di mistico, surreale alle volte.
 
Facciamo la seconda colazione mentre camminiamo per raggiungere la palestra convenzionata con l’evento.
 
Qui iniziano i riti scaramantici e obbligatori:
 
– Vai in bagno;
 
– Cerchi il tuo armadietto;
 
– Vai in bagno;
 
– Ti bendi i piedi per evitare vesciche;
 
– Vai in bagno;
 
– Attacca il numero sulla maglia;
 
– Vai in bagno;
 
– Ti vesti e metti tutto dentro l’armadietto;
 
– Sei pronto ad uscire ma: “Cazzo, devo andare in bagno!”
 
“Grande Jack, il 4 step della giornata è andato. Adesso andiamo a vedere da dove si parte.”
 
Manca mezz’ora alla partenza e decidi di fare l’ultimo (speri sia l’ultimo) giro in bagno e poi un po’ di riscaldamento e via! Ci mettiamo in coda per i bagno insieme alle altre 4.000 persone e così passarono ben 26 minuti…
Lo speaker annuncia: “4 minuti alla partenza!” E noi Eravamo ancora in coda per l’ennesimo al bagno.
 Corriamo in griglia e avendo in mente di fare tempo diversi ci siamo divisi. Così, ci salutiamo con il pugno e un in bocca al lupo!
 

UN’ORA E 50 MINUTI DOPO…

 
Quando ci siamo rivisti sul traguardo jack aveva il sorriso di chi ancora non ci credeva. Io avevo troppi dolori per capirlo ma a pensarci adesso abbiamo fatto una cosa fantastica!
 
Non mi considero un allenatore, un grande motivatore o chissà cos’altro. Però sono un ragazzo che studia, applica su ste stesso quello che impara e dopo aver sbattuto il muso ci riprova! Il fatto che una persona si sia fidata di me e mi abbia dato l’opportunità, la voglia e il tempo per accompagnarla verso un traguardo, la considero una cosa enorme. Soprattutto se questa persona sono 7 mesi che vive con te e sa benissimo quali siano le tue “qualifiche” le tue idee e quello che fai tutti i giorni per imparare sempre qualcosa di nuovo.
 

CHI E’ L’ALLENATORE?

Molte volte non ci pensiamo, ma quando scegliamo un allenatore stiamo dando a una persona un ruolo importantissimo nella nostra vita! Non ricordo chi mi disse: “per un bambino dai 12-15 anni che sogna di fare del suo sport la sua vita, quello che gli dice l’allenatore è molto più importante di quello che gli dice un suo genitore!
 
All’inizio ero un po’ scettico riguardo a questa frase ma a pensarci bene per me è stato così.
 
E anche crescendo le cose non cambiano molto. Sempre che tu segua il tuo allenatore in quello che ti dice di fare. Molti amatori scelgono un coach e poi finiscono per fare di testa loro. Perché?! Che senso ha? Forse perchè non condividono le stesse idee; pensano che si stiano allenando troppo poco o troppo; non si fidano di questa persona o altri mille motivi. In questi casi c’è un problema di fondo. Devi pensare che se raggiungi il tuo obiettivo, il tuo allenatore è felice quanto te e, se è possibile, anche di più! Non ti vede come un’entrata fiscale a fine mese ma come una persona con dei sogni!
 
Crescendo magari inizierai a studiare e pensare un po’ di più con la tua testa su alcune cose, ma comunque devi scegliere un allenatore che stimi, di cui hai la piena fiducia, da cui vuoi e sai che potrai imparare molto! Solo in questo modo si possono raggiungere grandi risultati insieme.
 
Con questo non voglio dire che Jack pensi tutte queste cose di me ma sicuramente non avesse avuto un po’ di fiducia nei miei confronti non avrebbe messo la sua integrità fisica nelle mie mani!
 
Un giorno dopo sul treno di ritorno mi ha detto: “ho deciso che non voglio fermarmi e perdere tutto l’allenamento fatto. Però devi dirmi come fare!” Questa frase è un’altra prova che il lavoro fatto insieme è stato bello e importante!
 
Tutto questo è stato il MIO grande risultato di Domenica 25 Marzo alla Liverpool Half Marathon.

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