Pedalare in Andalusia.

Nico: 43 anni e la gamba scolpita.

Ottobre 18, 2019 1

Sono tornato a casa alle 5 di mattina, e come tutte le volte che rientro tardi non riesco a dormire molto. Quindi decido di andare a fare un giro in bici nel primo pomeriggio nonostante la mia condizione psicofisica sia una merda. Non chiedetemi perché ma mi sento sempre in colpa quando sgarro con la dieta, bevo un bicchiere di troppo in serata o vado a letto troppo tardi. Forse perché studiando il fantastico mondo dello sport mi rendo conto che facendo certe cose mando in vacca molto allenamento e sacrifici.  Poi inizio a scandire il tempo che scorre fino a ritornare alla condizione iniziale come la mitica goccia del proverbio cinese che piano piano scava la roccia.

Oppure è semplicemente perché credo di dover dimostrare qualcosa a qualcuno che non esiste o se esiste non gliene frega nulla di tutto ciò. A 24 anni mi trovo ancora a pensare c’è ci sia qualcuno a cui importa se sono tirato come una corda di tamburo e volo in bici, pur essendo il primo degli amatori. Che amarezza.

Esco in bici con un vento che mi fa pedalare a 230 watt su un falso piano in discesa per arrivare ai 21 km/h.

Che scelta del cazzo eh Fede!

A una rotonda vedo un cristiano fuori di testa come me. In bici ad Almeria in mezzo alla steppa più desolata, alle 14:30 con un caldo atroce. Così mi dico che oggi è meglio essere in compagnia, ignaro di quello che mi sarebbe aspettato.

Questo ragazzo di 43 anni con una gamba da pistard più che da stradista, scolpita nel marmo, mi avrebbe tirato il collo di lì a poco.

Lo aspetto e gli chiedo dove sta andando. Mi dice una località che non avevo mai neanche visto su google maps. Poi a sua volta mi domanda: “E tu dove sei diretto?”

Gli dico che non ne ho la più pallida idea, sono uno studente Erasmus e sono arrivato ad Almeria da 10 giorni. Ho bisogno di pedalare, di scoprire i dintorni, di pensare e allo stesso tempo di liberare la mente. Così sono uscito!

Mi guarda un po’ confuso, ci sono buone probabilità che non abbia capito nulla di quello che ho detto, probabilmente la causa è il mio livello di spagnolo…inclassificabile.

Allora mi chiede di nuovo: “Non sai dove stai andando?!” E per la seconda volta la risposta è no.

Sono solo uscito a pedalare, arriverò a un certo punto e tornerò indietro. È così strano?

 

  • Quanto tempo hai?
  • 2 ore.
  • Allora io ti porto in giro e ti faccio vedere un po’ di strade, ti insegno, poi tu fai quello che vuoi.
  • Va bene, grazie.

 

Iniziamo ad andare in giro accoppiati. Lui le ruote non le succhia.

Tutti dobbiamo fare la stessa fatica, perché dovrei farne meno di te se ci stiamo allenando?

La stessa filosofia degli amatori italiani alle Granfondo.

Ad ogni rotonda, incrocio o semaforo mi parla di una strada, un paese, una salita, un circuito dove poter fare dei lavori. Tutto naturalmente ai 30 km/h con un vento che Patrizio Bertelli (armatore della Luna Rossa) sogna tutte le notti. Alla fine delle due ore e qualcosa in più ho 60 km nelle gambe ai 29,8 km/h di media.

 

  • “È quello che volevi no?” – Mi dice sorridendo.
  • “Soy muerto pero feliz.”

 

E’ la terza volta che salgo in bici dopo un mese di stop. Di cui gli ultimi 10 giorni in terra andalusa sono stati un fuori soglia continuo a tapas e cerveza.

Concludiamo il giro e ci fermiamo a prendere un caffè.

Mi devo sdebitare in qualche modo. Fa tutto parte di quelle regole non scritte che però sono alla base del vivere con serenità. Purtroppo, il fatto che non siano scritte è forse il primo motivo della nascita di molti equivoci nella nostra società!

Sono grato a chi usa un po’ del proprio tempo per me senza ricevere nulla in cambio. Chissà cosa aveva nella testa quel ragazzo prima di prendere la sua bici ed uscire di casa per 3 ore. Moglie, figli, lavoro, bollette, genitori. Non lo so, e non giusto che io lo sappia. Però se lui ha usato il suo tempo, che ormai è andato, fa parte del passato, per tentare di migliorarmi la giornata, si merita tanto di più che un caffè con leche.

 

Muchas gracias Nico (non mi ricordo se sia il suo vero nome, ero davvero finito come un calzino).

Nos vemos en la carretera.

 

 


Grande Fede !!!

Ottobre 18, 2019 at 1:17 pm Davide Reply

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