Medaglia d'oro olimpica.

Le tipologie di gara: specialità olimpiche.

Marzo 22, 2019 0

Oggi L’Acido Lattico e Stefano vi parlano delle tipologie di gara: le specialità olimpiche!

 

In pista si disputano numerose specialità che, pur se molto diverse, possono essere ricondotte a due grandi mondi: quello della Velocità e della Resistenza.

Il settore della Velocità è presidiato, ça va sans dire, dai velocisti, i veri funamboli della pista, quelli un po’ fuori di testa e sicuramente molto fuori dagli schemi.

È un settore estremamente specializzato.

Chi gareggia ad alti livelli non può compere anche su strada in quanto ha modificato o semplicemente potenziato troppo la sua struttura fisica.

Il mondo delle gare di resistenza è invece più facilmente appannaggio degli stradisti. Costoro possono essere grandi campioni o semplicemente ottimi corridori a cui la frequentazione della pista da quel qualcosa in più. Quella visione, quella scaltrezza ciclistica che gli consente poi di primeggiare nelle grandi volate importanti delle classiche o delle corse a tappe. Si tratta infatti quasi sempre di passisti o velocisti. Qui immagino si scateneranno i commenti di chi si ricorda che in un tal anno anche il famoso scalatore partecipò con successo alla …

A me basta ricordare che le eccezioni, nel ciclismo come nella vita, per fortuna esistono sempre. Quindi vi prego di considerare quello che scrivo in quest’ottica perché deriva da esperienza e da conoscenza personale. Io infatti, personalmente, di scalatori in pista non ne ho mai trovati se non per qualche giro di assaggio. Venivano, provavano, le prendevano e se ne andavano. Motivo? Si soffriva troppo poco. La stessa cosa che facevo io al terzo o quarto tornante della tal salita. Mi fermavo e mi chiedevo: perché?

Cosa volete, io sono sempre stato un velocista, per struttura fisica e, con il tempo ho imparato a farmene una ragione, anche per mentalità.

Se pensi e vedi le cose secondo una certa angolazione, capisci chi sei solo quando ti trovi in mezzo a chi la pensa come te.

Qualunque sia il tuo pensiero, in quel momento ti trovi a casa.

Loro erano a casa sui tornanti dei colli alpini, io su di un anello di cemento. Meglio di così, mai trovato un modo migliore per rimanere amici.

Se fino ad ora abbiamo parlato delle differenze tra velocisti, stradisti e scalatori, ora è opportuna una ulteriore distinzione anche tra i velocisti.

Il velocista su strada e quello su pista si chiamano nello stesso modo ma sono universi differenti.

Come ho detto prima, un pistard ad alti livelli non sarà mai in grado di disputare una corsa a tappe vincendone alcune. Sarà già tanto se arriva alla fine. Non lo vedrete sgomitare in volata alla Milano Sanremo o alla Parigi Rubaix. Stiamo essenzialmente parlando di un culturista a cui un amico una volta ha prestato una bicicletta.

Lui, guardando quella cosa strana e tutta nuda ha chiesto: «E cosa ci dovrei fare?»

«Fai vedere al mondo chi è il più forte.»

«Tutto qui?»

«Tutto quello che ti viene in mente. Sei qui per divertirti.»

«Si può anche fare a botte o ci sono delle regole?»

«Da quando le regole sono un problema per te?»

Ho romanzato un po’ la cosa ovviamente, nessun direttore sportivo serio farà mai un discorso di questo tipo ad un suo ragazzo.

Non ne ha bisogno.

Sa benissimo che il ragazzo in questione ne ha appena discusso con quello dell’altra squadra seduto sulla panchina di fronte. Si sono guardati, lui e quello grosso che sembra vestire sempre e solo con ciabatte e guanti.

E dopo il primo sguardo ad entrambi è scappato un sorriso.

Che aveva i sottotitoli.

“Ecco qui un altro che ci prova. Accomodati, vieni su che vediamo quello che sai fare veramente, tanto il più forte sono io!”

Ma lasciamo per un po’ i due soggetti sulle loro panchine, li riprenderemo più avanti e giriamoci verso il velocista che vince al Giro d’Italia.

Un velocista su strada è un’altra cosa. È un ragazzo che divora migliaia di chilometri all’anno. Che si permette di non arrivare fuori tempo massimo in una tappa con cinque colli. Che va in depressione se non pedala otto ore al giorno e che si mette a menare ai 50 all’ora quando si annoia. Ma non solo. È uno che si permette di uscire da un gruppo lanciato a tutta velocità dopo due o trecento chilometri. Già qui… la cifra ha troppi zeri per i miei gusti. E a quel punto, mentre quelli dietro di lui sgomitano e urlano la loro frustrazione, cosa fa?

Alza le mani, mostra lo sponsor, saluta la mamma con il cuoricino e dice alla ragazza cosa faranno quella sera.

Tutti si chiamano velocisti, ma sono cose diverse.

Bene, ora che abbiamo chiarito chi vedrete gareggiare in pista, vediamo anche quali sono le gare e le loro principali caratteristiche.

 

Le specialità olimpiche.

Partiamo da quelle più titolate, ossia le specialità olimpiche.

Di cosa stiamo parlando?

Di una serie di gare selezionate in base a criteri di varia natura e che oggi possono appunto portare ad una medaglia olimpica di specialità. Nel corso del tempo possono cambiare: ad esempio oggi l’inseguimento individuale ha perso questo status, come qualche anno fa lo perse il tandem. È il semplice frutto dell’evolversi dello sport alla costante ricerca di innovazione e in seguito al cambiamento delle abitudini e degli interessi.

Le specialità olimpiche che oggi si disputano sono quelle elencate di seguito:

  • Velocità
  • Velocità a squadre
  • Keirin
  • Inseguimento a squadre
  • Omnium, che a sua volta comprende le seguenti specialità:
    • Scratch
    • Inseguimento individuale
    • Eliminazione
    • Chilometro da fermo (500 m. per le Donne)
    • Giro lanciato
    • Corsa a punti.

 

Abbiamo quindi un mix abbastanza equilibrato con 3 prove di pura Velocità, una di sola Resistenza e un mix, dove prevale la Resistenza.

Non mi dilungo a descriverle, sul portale della Federazione trovate una spiegazione semplice ma molto dettagliata di ogni gara.

 

Il Keirin.

Se a questo link è possibile trovare le caratteristiche di base di ogni gara, non si può trovare quello che non c’è scritto.

Per farvi un esempio, torniamo ai nostri due amici sulla panchina e chiediamo loro di salire in pista e disputare qualche sprint. Se volete osservarli potete fare riferimento ai video che abbiamo inserito negli articoli precedenti oppure cercane altri. Una delle cose che potrete constatare di persona, e che non troverete scritto da nessuna parte è quanto siano frequenti le cadute.

La cosa può apparire strana dal momento che in gara ci sono solo due o tre corridori con la pista tutta per loro. Invece è proprio ciò che accade e non è così strano se pensiamo alle caratteristiche psicofisiche dei pistard.

Ora chiediamo anche ad altri, sempre in ciabatte e guanti, sempre con sguardo provocatorio, di salire anch’essi in pista. Quindi prendiamo un allenatore, mettiamolo su di una bici a motore, il cosiddetto Derny, e facciamo salire anche lui.

Infine diciamo a tutti i nostri amici di accodarsi ordinatamente dietro al motorino e di seguirlo.

Ecco servito il Keirin, la corsa più facile del mondo finché il motorino non si toglie.

Quello che accade da quando il motorino si sfila a quando gli atleti tagliano il traguardo non è descritto nella descrizione della gara. Non è nemmeno scritto nei regolamenti e molte volte non si può proprio fare. Anzi, ora che ci penso non si può nemmeno dire.

Andate a vederne qualcuno se non ci credete.

 

L’Eliminazione.

Ora parliamo invece dell’Eliminazione, una gara in cui viene eliminato un atleta in media ogni due giri. In questa gara, pur essendo veloce, generalmente primeggiano gli atleti più resistenti, quelli che corrono la Madison, la Corsa a punti, l’Inseguimento.

Gli stradisti insomma.

L’unica cosa a cui gli atleti devono fare attenzione, è non passare per ultimi sul traguardo con la ruota posteriore. Detto così sembra facile, invece è una gara dove la strategia è fondamentale per gestire il dispendio di energia. Infatti a differenza delle altre gare a cui l’ho paragonata, l’Eliminazione è molto più nervosa perché gli sprint sono molto più frequenti e senza ritorno.

Con questo confronto ho cercato di dare una idea di come queste specialità generino nell’osservatore stimoli completamente diversi.

 

Le varie specialità al microscopio.

Ma quali sono le caratteristiche di base di ogni specialità? Cos’è che veramente dobbiamo osservare mentre le guardiamo e che le distingue tra loro e specializza gli atleti? Cos’è che non troviamo scritto nella descrizione o nei regolamenti?

Proviamo a riepilogarlo velocemente.

Velocità: adrenalina a mille. Istinto, astuzia, scaltrezza e forza bruta, il contatto fisico è frequentissimo, gli elementi di pericolo costanti.

Velocità a squadre: è una prova di forza e coordinazione tra gli elementi del team.

Keirin: se vi piace la baraonda, questa gara fa al caso vostro. Da bambini avete mai giocato a calcio nel modo più famoso del mondo: “tutti contro tutti e portiere volante”? Non riesco a trovare una definizione che dia un’idea migliore della situazione. Forza pura e cattiveria agonistica.

Inseguimento a squadre: specializzazione estrema ed affiatamento pazzesco. Ore e ore di prove solo per trovare i giusti ritmi, le frequenze, i cambi, le distanze. L’elemento che prevale, oltre ovviamente alla forza e alla resistenza, è la precisione.

Scratch: velocità e scaltrezza.

Inseguimento individuale: potenza e resistenza. Precisione delle linee e dell’impostazione, resistenza pazzesca perché quattro chilometri a quei ritmi e partendo da fermi non finiscono mai.

Eliminazione: strategia. Questa gara la vince il più scaltro.

Chilometro da fermo o 500 metri per le donne: potenza e precisione. Apparentemente è una gara quasi anonima, una cronometro in miniatura. Praticamente è di una difficoltà estrema in cui ogni respiro nasconde un’insidia.

Giro lanciato: anche qui la precisione è l’elemento cardine oltre alla forza pura.

Corsa a punti (anche detta Individuale a punti): resistenza e strategia. In questa gara la testa e l’istinto, il fiuto che ti fa sentire come si muove la corsa, sono tutto. Oltre alla resistenza e alla velocità è tutto un calcolo. Vi assicuro che contare e ponderare le azioni pedalando a quei ritmi e a quelle velocità non è per niente facile.

 

– Stefano.

 

Buona settimana!

 

Photo by Charles 🇵🇭 on Unsplash.


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