Stretching Dinamico

aprile 9, 2018 0

In questo articolo L’Acido Lattico vi parlerà di: stretching dinamico.

Lo stretching dinamico consiste nel movimento continuo di un arto, aumentando progressivamente l’escursione e la velocità del movimento. Come ad esempio far oscillare una gamba avanti e indietro tenendosi a una sbarra e mantenendo il busto eretto.

Naturalmente i movimenti devono stare all’intendo del ROMmax (Range of Motion massimale) per evitare infortuni. [1-3]  

Come già saprai se hai letto: Tutto quello che devi sapere sullo stretching, molti allenatori e preparatori atletici hanno inserito questa metodologia nella loro routine di riscaldamento.

Perché?

A differenza dello stretching statico e del PNF (stretching propriocettivo) questa metodologia prevede il movimento. Quest’ultimo porta ad un aumento della frequenza cardiaca, aumenta il flusso del liquido sinoviale e tutto ciò porta, quindi, a un aumento della temperatura dei muscoli.

Il liquido sinoviale riempie la cavità articolare ed ha il compito di nutrire i tessuti avascolarizzati e lubrificare le giunzioni articolari.

Quindi mentre le altre due tipologie sopra citate rallentano il battito cardiaco e rilassano i muscoli, lo stretching dinamico fa la cosa opposta. Ecco perché è una parte fondamentale del riscaldamento.

Non tutti sanno come fare un buon riscaldamento. Molti atleti pensano di scaldarsi durante l’attività, ma forse non sanno che è molto più lungo come processo (soprattutto nel periodo invernale) e rischioso per i muscoli.[1-2-3-4-5]  

Il riscaldamento dovrebbe prevedere 3 parti per essere efficace:

  • Parte aerobica a bassa intensità. Es. corsetta leggera o spin bike in palestra;
  • Stretching dinamico;
  • Esercizi specifici per la nostra disciplina, che ci consentano di familiarizzare con i movimenti che andremo a fare.

Ricapitolando lo stretching dinamico

Riassumendo quanto detto, i principali vantaggi sono:

  • Attraverso il movimento incrementa la temperatura corporea e soprattutto quella dei muscoli interessati da esso, grazie all’aumento del flusso del liquido sinoviale.
  • Aumenta i battiti cardiaci.
  • Mimare il gesto della performance come esercizio di stretching aiuta a concentrarsi su quello che si andrà a fare durante la gara o l’allenamento.

Bene adesso vediamo alcuni esercizi che puoi inserire nel tuo riscaldamento. Sono tutti a corpo libero quindi puoi farli ovunque ti trovi!

Guarda il video che ti ho condiviso qui sotto e prendi spunto. Naturalmente non devi fare tutti gli esercizi ogni volta. Scegli quelli che si adattano meglio alla tua disciplina, quindi che simulano il gesto tecnico che andrai a fare e/o che scaldano i muscoli che ti serviranno.[1-2-3-4]  

Il video è in inglese ma non ti preoccupare è facile da capire e poi basta imitare i movimenti! Prossimamente arriverà anche un video del sottoscritto. Tieni duro!!

PRONTO?

3…

VIA!!

Cosa ne dici? Tutto molto facile no?!

Adesso prima che tu vada a fare il tuo riscaldamento, ti chiedo di mettere un like a questo articolo! Basta un clic e per me è molto importante, grazie!!

 

Bibliografia

1- D. Macdougall, D. Sale, (2014). The physiology of training for high performance. UK: Oup Oxford.

2- Friel Joe, (2009). The triathlete’s Training Bible, 3° edizione (pp. 260-266). Boulder, Colorado, USA: Velo Press.

3- Baechle, T. R., Earle, R. W., (2008). Manuale di condizionamento fisico e di allenamento della forza (pp. 354-382). Torgiano, PG: Calzetti-Mariucci Editori.

4- Friel Joe, (2009). La bibbia dell’allenamento ciclistico, 4° edizione (pp.215-218). Boulder, Colorado, USA: Velo Press.

5- P. Lenhart, W. Seibert (2012). Compendio pratico di allenamento funzionale, 7° edizione (pp. 104-105). Torgiano, PG: Calzetti-Mariucci Editori


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