Velodromo Vigorelli di Milano.

Velodromi in Italia. Tutto quello che devi conoscere.

Gennaio 17, 2019 0

Oggi L’Acido Lattico nella rubrica A World Called Track di Stefano, vuole parlarvi dei velodromi in Italia.

Se ti sei perso il primo episodio eccolo qui: Il ciclismo su pista; un ciclismo diverso.

Definizione.

Se siete interessati a conoscere meglio la pista, la cosa migliore da fare è documentarsi.

Noi siamo qui per questo.

Come prima cosa iniziamo a fare un po’ di chiarezza sui termini.

Cos’è un Velodromo e da dove arriva questa parola?

Vocabolario Treccani:

velòdromo (non corretto velodròmo) s. m. [comp. di velo(cipede) e -dromo]. – Impianto sportivo destinato alle competizioni ciclistiche. Costituito da una pista inclinata verso l’interno di lunghezza non inferiore a 250 m, formata da due tratti rettilinei paralleli collegati fra loro per mezzo di due curve. Provvisto di una serie di attrezzature (…) e spesso, al centro, di un campo o una pista per altre attività sportive (…). La pendenza della pista (…) è in relazione alla velocità per la quale la pista è stata concepita e alla lunghezza del raggio delle curve.

 

Dove sono nascosti i velodromi in Italia?

Bene, ora che sappiamo di cosa stiamo parlando, possiamo guardarci intorno.

Infatti è assolutamente possibile che ne esista qualcuno anche vicino a casa nostra. In Italia esiste un solo impianto coperto come quelli che vedete in televisione ed è a Montichiari, Brescia. Tutti gli altri, una ventina circa, sono scoperti e di lunghezze superiori, perché costruiti quando le lunghezze standard erano 400 o 333 metri.

Volete sapere dove sono e se ne avete uno comodo da raggiungere?

In questa sezione del portale della Federazione Ciclistica Italiana trovate tutti i velodromi in Italia in attività.

Tutti… tranne uno.

Probabilmente il più famoso, il Vigorelli di Milano, di cui parleremo più avanti perché merita una attenzione particolare.

La Pista.

Ora iniziamo a dare qualche ulteriore informazione sulla pista. Siamo ancora sul generale, ma ci tengo a inquadrare bene il contesto prima di entrare nello specifico delle regole e delle competizioni.

Una gara di Stayer.

Una gara di Stayer.

Come detto nella definizione, le piste sono delle ellissi con le curve in pendenza. La pendenza è determinata in fase di progettazione dalla velocità massima permessa in quell’impianto.

Un tempo in pista si effettuavano anche gare dietro grandi motori, i cosiddetti Stayer. I corridori gareggiavano con il loro allenatore che guidava una moto di grande cilindrata. Erano moto particolari, riadattate in modo che il pilota stesse in piedi per coprire meglio l’atleta dall’aria. Le velocità erano molto elevate per cui le piste che ospitavano queste competizioni avevano pendenze molto importanti, quasi verticali nei punti massimi, per  compensare la forza centrifuga. Un esempio illustre di queste strutture è il Motovelodromo di Torino.

Ma perché serve che le curve siano in pendenza?

Per consentire agli atleti di avere sempre il mezzo perpendicolare al piano di appoggio. In questo modo è possibile sviluppare la massima velocità in qualsiasi punto della pista, sia sui rettilinei che in curva.

Se volete constatare di persona quanto questo sia vero non avete che da andare in un parcheggio, immaginare una ellisse e poi percorrerla.

Appena inclinerete la bici per fare la curva sarete costretti a rallentare. Più il raggio di curvatura sarà stretto e più dovrete rallentare perché la forza centrifuga tenderà a farvi partire per la tangente.

In pista questo accade solo in minima parte perché la pendenza vi aiuterà a tenere la bici perpendicolare e compenserà la forza centrifuga.

A questo punto la domanda che sorge spontanea è: ma quanto è difficile pedalare in pista? A mio parere, e a parere di quanti la frequentano anche a livello amatoriale, non è difficile, anzi, è estremamente divertente.

Regole generali della pista.

Ci sono ovviamente alcune regole da osservare ma nessuna controindicazione di rilievo.

Alcuni impianti possono essere frequentati anche con la propria bici da strada mentre altri, come il Vigorelli, solo con bici da pista. Questo dipende dalle caratteristiche del singolo velodromo: per esempio dalle pendenze o da come il manto si stacca dalla fascia di riposo. Il consiglio che vi possiamo dare è quello di confrontarsi sempre con il responsabile del centro.

Il mitico Vigorelli.

Bene, ora che spero di avervi incuriositi abbastanza, voglio fare una piccola parentesi parlando del mitico Vigorelli, cioè il più famoso velodromo in Italia.

Costruito nel 1935, per molti anni fu una pietra miliare del nostro ciclismo. Per anni vi terminarono il Giro d’Italia, il Giro di Lombardia e il Trofeo Baracchi, e fu frequentato dai più grandi campioni del nostro ciclismo.

Nel 1942 Fausto Coppi vi ottenne il record dell’ora: 45,798 km.

Stefano Baudino al Vigorelli di Milano nel 1984.

Stefano Baudino durante i Campionati Italiani Indoor al Vigorelli di Milano nel 1984.

Lungo poco meno di quattrocento metri ha il manto in legno e la pista e le tribune coperte, mentre è scoperto il terreno centrale.

Nel 2001 sono terminate le competizioni ufficiali, motivo per cui non lo trovate nell’elenco dei velodromi in attività sul sito della FCI.

Ristrutturato recentemente su iniziativa di un gruppo di persone amanti del ciclismo e di tutto ciò che rappresenta nella nostra storia, è aperto a tutti.

Volete saperne di più e… soprattutto, volete provare a girare? Clicca qui.

Non sottovalutate l’invito. Il Vigorelli vi fa pedalare nella storia tanto da intimidire anche lo sportivo più spavaldo. Su questo manto si sono dati battaglia campioni come Coppi e Bartali, Moser e Saronni, Maspes e Gaiardoni, Merckx e Gimondi.

Punti chiave.

Siete pronti? Allora, prima che mettiate la bici in auto per recarvi al velodromo più vicino, riepiloghiamo i concetti di base:

  • Velodromi in Italia ce ne sono tanti, non solo quelli in TV; magari ne avete uno proprio vicino a casa che, probabilmente, è aperto a tutti.
  • La pista è caldamente consigliata ai ragazzi, è una scuola di ciclismo eccezionale. Ma è anche adatta agli amatori, perché diverte, fa tornare giovani, alza l’adrenalina e abbassa la pressione.
  • Infine la pista, al di là di qualsiasi cosa possiate pensare, è il posto in cui, in assoluto, si pedala in maggiore sicurezza.

Cercate l’impianto più vicino, parlate con il responsabile, salite e rilassatevi.

Prendete il vostro ritmo e iniziate a sentire il vento in faccia.

Guardate il manto che scorre via e lasciatevi accarezzare dalle tribune che vi passano accanto, qui potete staccare il cervello. Qui non ci sono camion, rotonde, marciapiedi, strisce pedonali, sabbia nelle curve e ogni altro genere di imprevisti.

Qui dovete solo pedalare e provare a mettervi alla prova con le imprese dei grandi campioni.

Vi è venuta voglia di provare?

È un mondo nuovo ma non vi deluderà, fidatevi di me.

 

Stefano.

 

Ps. Visitate la pagine Facebook del Comitato Velodromo Vigorelli, e lasciate un like per rimanere aggiornati sulle loro epiche iniziative!


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