Yoga per ciclisti.

Yoga per ciclisti – Gino Bartali o Fausto Coppi

Febbraio 11, 2019 0

Oggi L’Acido Lattico e il nostro Yogi Alessandro ci parla dello yoga per i ciclisti.

GINO BARTALI o FAUSTO COPPI?

E sì, ci risiamo! E’ meglio il fisico o la mente?

Sì proprio così, questi due grandi atleti del Ciclismo rappresentano in pieno questa dicotomia.

Scrisse Curzio Malaparte,  un famoso scrittore del Dopoguerra “C’è sangue nelle vene di Gino, mentre in quelle di Fausto c’è benzina!”

Questa dicotomia viene rappresentata appieno dall’immagine di Bartali, campione contadino, sanguigno, solare e schietto, amante del buon cibo e del vino buono (quindi “fisico”) e da quella di Coppi, personaggio tormentato, secco e atletico, fedele alla dieta e scientifico nella sua preparazione ( quindi più “mentale”).

Fiorenzo Magni.

E qui arriva lo Yogi, colui che usa fisico e mente, il terzo uomo, il pratese Fiorenzo Magni…

Nel libro del giornalista sportivo Auro Bulbarelli dal titolo “Magni. Il terzo uomo” viene scritto: “Siamo di fronte ad un ciclista capace di impressionare per volontà, coraggio (mente), senso della sfida, forza e resistenza fisica (fisico).”

Quindi siamo di fronte ad uno yogi, colui che usa mente e corpo con amore per quello che sta facendo, il Ciclista!

Lascio alla vostra eventuale curiosità scoprire le ardue imprese di Fiorenzo Magni, uno yogi perfetto…

Lo Yoga così come è valido per i Runner, lo è anche per i Ciclisti? Il loro obiettivo è il traguardo? Certamente chi vuole arrivarvi solamente utilizzando il fisico attuerà quasi sempre una sfida con la propria personalità. Chi usa solo la mente arriverà al traguardo distrutto, con il corpo disseminato per strada durante il percorso!

Chi pratica Yoga sa che il vero obiettivo non è l’Arrivo, ma la strada, il cammino…

Sicuramente un agonista vuole sempre arrivare primo, ma se invece di partire con l’ansia della prestazione che porta via moltissime energie (il cervello consuma più di qualsiasi muscolo in movimento), partisse con serenità e calma, le stesse energie potrebbero essere sfruttate lungo tutto il percorso…e voi tutti sapete quanto sia utile diluirle durante tutta la gara.

Quindi partire con un pensiero positivo, con uno sguardo al percorso che mi ha portato alla partenza, un pensiero a tutta la gara ed a tutta quella passione per questa disciplina che mi ha permesso di giungere fino lì, mi permetterà di avere un alleato in più, l’Amore!

Sì proprio così, l’Amore per quello che sto facendo, energia pura e solubile all’istante!

Se poi vogliamo che queste energie si “spalmino” per tutto il nostro corpo allora è necessario non avere dei blocchi muscolari, perché non fanno passare queste energie.

Solitamente questi blocchi sono al collo, alle spalle ed al trapezio.

Gomukasana ed Adho Mukha Svanasana, posizioni già viste e descritte nell’articolo per Runner, sono valide anche per i Ciclisti, ma ora ne vediamo un paio nuove di enorme utilità.

Posizioni Yoga per i ciclisti.

Halasana (Posizione dell’Aratro).

Posizione Yoga chiamata Halasana.

Posizione Halasana.

In posizione supina, inspirando sollevare il bacino ed espirando, portare i piedi a terra al di là del capo. Mantenere le braccia al suolo, spingere indietro le spalle unendo il più possibile le scapole per alleggerire al massimo il peso sulle vertebre cervicali. Tenere la posizione con respiri calmi e regolari.

Benefici.

Massaggia gli organi addominali, altro punto di possibile blocco per il passaggio delle energie che confluiscono verso la parte bassa del corpo, drenando fegato e pancreas e decongestionandoli. Stimola le ghiandole endocrine ed è utilissima per i diabetici, Regolarizza, inoltre, il funzionamento della tiroide. Mantenuta almeno 5 minuti, abbassa la pressione arteriosa.

Ed ora una sequenza yogica, ovvero una serie di Asana in movimento il cosiddetto

Saluto al Sole o Surya Namaskara.

Già dal nome vi fa capire che sprigiona un’energia incredibile. Eseguita prima di una gara o allenamento, predispone corpo e mente ad affrontare con maggiore facilità la vostra impresa, grazie alla giusta sequenza dei movimenti del corpo e delle inspirazioni, in fase di apertura, ed espirazioni, in fase di chiusua, che sollecitano ed elasticizzano il diaframma, altro organo, se non il principale, che, se utilizzato correttamente, aumenta la capacità polmonare donando maggiore ossigeno da distribuire in tutto il corpo.

Può essere ripetuta più volte ed in base al proprio ritmo personale. Il consiglio è di fare la prima sequenza lentamente per poi aumentare un po’ il ritmo in quelle successive.

Il Saluto al Sole è una sequenza yogica molto famosa. Usata per elasticizzare il diaframma.

Sequenza yogica del Saluto al Sole.

 

Bene! Ora non vi resta che provare; con il giusto approccio mentale e fisico cavalcate la vostra bicicletta, sia essa da corsa o mountain bike e come uno yogi godetevi prima di tutto la strada, il cammino!

E come Dante descrisse la gioia del pellegrino per quanta strada aveva percorso per arrivare al suo scopo, con la celebre frase del Canto XXXIII del Paradiso, ultimo verso, …

“L’Amor che move il sole e le altre Stelle”

che illustra come l’Amore, come una immensa ruota,  faccia girare il “tutto nel Tutto”…

… così siate voi a far girare le ruote delle vostre biciclette, complici di questo eterno movimento!!

 

– Alessandro.

 

Photo by Victor Xok on Unsplash.


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